COSTRUIRE FUTURI POSSIBILI

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COSTRUIRE FUTURI POSSIBILI

MARZO 2026

L’incontro Costruire futuri possibili. Felicità individuale, collettiva e alleanza d’impresa, promosso il 25 marzo a Udine in occasione della Giornata mondiale della felicità, è stato ospitato da Alberto Felice De Toni, Sindaco di Udine e Presidente della Federazione Quadrifoglio, che ha aperto la serata.

Felicità è una parola difficile da usare. Porta con sé un carico di aspettative e semplificazioni che spesso la rendono poco credibile proprio dove sarebbe più necessaria: quando si parla di lavoro e di come lo progettiamo. La questione è centrale: è ancora possibile parlare di felicità nel lavoro senza scivolare nella retorica? 

A partire da questo interrogativo, Gianluca Spolverato (WI LEGAL, Laborability, co-founder di Decentral e fondatore del progetto Bulldozer) ha portato il discorso su un piano molto concreto, legato al modo in cui il lavoro entra nella vita delle persone. Il tempo è diventato il punto di osservazione più chiaro: non come quantità da ottimizzare, ma come spazio che il lavoro tende a occupare progressivamente, fino a ridefinire i confini stessi della quotidianità.

Quando questo accade, anche nei contesti che funzionano, si crea una tensione che non riguarda solo l’efficienza o la produttività, ma la qualità complessiva dell’esperienza di lavoro. La prospettiva cambia completamente: non si tratta più di immaginare dove stiamo andando, ma di capire quale tipo di vita le organizzazioni rendono possibile e quale invece finiscono per comprimere.

Su questo piano si inserisce il contributo di Marzia Nobile e Nicola Gaiarin (DOF Consulting, co-founder di Decentral), che hanno evidenziato un limite ricorrente nei modelli organizzativi attuali: la tendenza a intervenire separatamente su strutture e persone. Da un lato si riprogettano processi e strumenti, dall’altro si lavora sui comportamenti individuali. Nella pratica quotidiana, questi livelli si influenzano continuamente, ma continuano a essere progettati e gestiti come se potessero evolvere in modo indipendente.
Decentral nasce per operare proprio in questo spazio, integrando organizzazione, relazioni e modalità di lavoro in un’unica architettura coerente, in cui distribuzione del potere, trasparenza e responsabilità diventano condizioni operative.

A chiudere l’incontro, Alessandro Rinaldi (DOF Consulting, co-founder di Decentral) ha presentato due progetti di carattere più culturale che si muovono lungo questa traiettoria e che vedono Decentral coinvolto come partner.

Il primo è Corporate Porn, un progetto del collettivo artistico DMAV che lavora sul linguaggio del lavoro contemporaneo mettendone in evidenza contraddizioni e automatismi.

Il secondo è Futuribili, progetto culturale sviluppato insieme ad Associazione Animaimpresa, che porta queste domande fuori dalle organizzazioni. Nei territori, nelle comunità, nei luoghi in cui il lavoro non è solo funzione economica ma parte della vita collettiva.

La serata non ha prodotto una sintesi, e probabilmente non era questo l’obiettivo. Ha lasciato invece una domanda che continua a lavorare sotto traccia: se la felicità resta fuori da come progettiamo il lavoro, quali sono i criteri con cui stiamo costruendo i sistemi in cui viviamo ogni giorno? Che tipo di sistema stiamo costruendo?